29/03/2021

Usability Testing: cosa sono e perché si fanno i test di usabilità?

Lorenzo Maria Lucenti

Lorenzo Maria Lucenti in:   Test di Usabilità Usability Testing

L’Usability Testing è diventata sempre più importante per il successo di un sito, di un’app o di un qualsiasi altro prodotto. Non è possibile progettare qualcosa senza tenere in considerazione l’utente finale.

L’Usability Testing è diventata sempre più importante per il successo di un sito, di un’app o di un qualsiasi altro prodotto. Non è possibile progettare qualcosa senza tenere in considerazione l’utente finale.

Attraverso i Test di Usabilità (o Usability Testing) possiamo osservare l’utente mentre utilizza il prodotto, comprenderne i bisogni, capire le difficoltà che incontra e ottenere un feedback.

Indice

  1. Usability Testing: che cos’è?
  2. Usability test: i vari tipi
  3. Altri tipi di test
  4. Un test di usabilità non è…
  5. Come prepararsi per un Usability test?
  6. Le 6 fasi durante un Usability test
  7. Quanti test bisogna fare e ogni quando?
  8. Per approfondire
  9. Conclusione

Usability testing: che cos’è?

È un metodo di osservazione che si utilizza per verificare il corretto funzionamento e design di un prodotto digitale. Si chiede alle persone di portare a termine dei compiti, task, osservando la suddetta interazione con il prodotto.

In questo modo si ha la possibilità di identificare e aggiustare eventuali problemi prima di arrivare troppo in là con lo sviluppo, così da evitare che i costi per le modifiche siano eccessivi.

Eseguire test di usabilità significa empatizzare con l’utente: se una cosa sta bene a noi, non è detto che stia bene a chi la utilizza. Il feedback di un utente non ha prezzo ed è la chiave di volta che un designer ha per progettare meglio.

Durante la fase di progettazione il team di design ha raccolto dati, li ha elaborati, ha assunto delle ipotesi e ha iniziato a sviluppare il prodotto. Proprio per testare queste ipotesi, bisogna fare dei test di usabilità. L’unico modo per capire se funziona davvero è osservare altre persone che ci interagiscono.

Steve Krug, uno dei massimi esperti di Usabilità, ha paragonato il test di usabilità alle visite di amici che non vivono nella nostra città.

Quando siamo insieme a loro, li accompagniamo per una visita turistica e forse proprio in queste nostre vesti da ciceroni, abbiamo modo di (ri)vedere cose della nostra città che generalmente ci sfuggono perché la nostra vista è abituata. Inoltre, molte cose che davamo per scontato, non sono poi così intuitive.

Usability test: i vari tipi

Il test di usabilità consiste nell’osservare una persona, una per volta, alle prese con il nostro prodotto. Generalmente c’è una figura addetta alla ricerca (Researcher) o che facilita che chiede alla persona di svolgere dei compiti aperti (come ad esempio: “stai cercando un regalo su questo e-commerce: cosa faresti?”) o chiusi (come: “utilizza il menù di navigazione per vedere i corsi di laurea dell’Università”).

Un altro elemento distintivo è la presenza di un secondo Researcher (o anche di più), in una saletta attigua d’osservazione, che analizza il comportamento del soggetto.

Ci sono molte varianti del test di usabilità, moderato o non moderato, di persona o a distanza. Il test serve per raccogliere informazioni e migliorare l’usabilità del progetto.

Usability test moderato e non moderato – abbiamo detto che un test di usabilità è condotto da una persona che facilita che chiede a un soggetto di svolgere dei compiti. È possibile effettuare test di usabilità anche senza moderazione: il soggetto li eseguirà in modo autonomo.

Ci sono vantaggi e svantaggi: i test con il facilitatore sono più approfonditi perché permettono un’interazione diretta; i test non moderati, invece, sono più economici ma rischiano di essere superficiali.

Usability test di persona o a distanza – come si può immaginare, il test di persona si svolge faccia a faccia e questo permette l’osservazione del linguaggio del corpo. Oltre al costo, più oneroso, bisogna considerare lo spazio in cui effettuare il test e le tempistiche tecniche (scelta del giorno e dell’orario).

Invece, il test a distanza si può effettuare tramite internet o per telefono. È facile da organizzare, ma rischia sempre di non andare nel dettaglio.

Alla presenza di una persona che facilita, è prassi utilizzare il “Think aloud protocol” che consiste nel chiedere al soggetto di pensare ad alta voce. Questo permette di raccogliere più informazioni possibili di tipo qualitativo.

Altri tipi di test

Effettuare un test di usabilità non esclude altri tipi di test, anzi farli aiuta a migliorare il progetto lavorando sempre sulla User Experience. Tra i test più utilizzati troviamo:

  1. Card Sorting Test – si utilizza per comprendere come l’user si muove tra le etichette, i menù e i contenuti del sito (siamo quindi nell’architettura dell’informazione). Ne esistono di tre tipi: a) aperto; b) chiuso; c) ibrido. Scelgo quale utilizzare in base allo sviluppo del progetto.

    Nel Card Sorting aperto chiediamo alle persone che partecipano di dividere le carte che forniamo in cluster, poi di etichettarli; questa tipologia è molto utile all’inizio della progettazione di un menù di navigazione.

    Nel Card Sorting chiuso, invece, i partecipanti sono più passivi, perché avranno già dei Cluster etichettati in cui dovranno dividere le carte. La tipologia ibrida è l’unione dell’aperto e del chiuso.
  2. Test di esposizione rapida – si espone rapidamente l’user all’interfaccia grafica del prodotto. Dopo un po’ la si toglie dalla sua vista per chiedere di elencare cosa ricorda  dell’interfaccia e le motivazioni del perché in merito aogni elemento elencato. Serve principalmente per capire l’impressione iniziale che l’utente si fa del progetto.

Un test di usabilità non è…

Prima di andare avanti con i test di Usabilità, ci tengo a sottolineare quello che un test di Usabilità non è.

Un test di Usabilità non è un Focus Group. In un Focus Group abbiamo persone sedute intorno a un tavolo che discutono di un prodotto e della loro esperienza con esso; è una analisi di indagine, generalmente utilizzata nel marketing, facile e utile per determinare cosa pensi il pubblico del prodotto. Misura se l’idea che sta dietro è valida e può piacere. Il Focus Group non serve per comprendere se il prodotto funziona correttamente.

Un test di usabilità non è un Sondaggio, o se preferite un Survey. Un sondaggio fornisce la valutazione dell’esperienza dell’utente. Ma, come per il Focus Group, non fornisce elementi utili per capire cosa non funziona.

Queste due attività non devono essere escluse dalla progettazione, ma non devono essere confuse con il test di usabilità.

Come prepararsi per un Usability Test?

Non dobbiamo aspettarci che basti mettere in una stanza una persona e il prototipo di un sito web/app per capire i problemi del prodotto. Si devono tenere in considerazione molti elementi:

  • Prototipo – anche se si è all’inizio, un test di usabilità va fatto. Devi assicurarti però che il prototipo abbia le funzioni principali previste.
  • Contesto e scenario – pensa in quale contesto il tuo sito/app possa essere utilizzato; il massimo sarebbe ricreare quello scenario per il test. Considereresti così anche le interazioni con l’ambiente.
  • Partecipanti – qui ci sono due scuole di pensiero: c’è chi dice di prendere come partecipanti solo utenti finali e altri, invece, che dicono di reclutare partecipanti senza fare troppe selezioni. Ma forse la migliore scelta sta sempre nel mezzo.

    Si possono reclutare partecipanti anche grazie ai Social Media Network, forum, annunci, oppure si può chiedere a familiari e amici.

    Sia chiaro che queste persone vi offriranno il loro tempo e in cambio dovreste prevedere un incentivo economico: aumentereste le possibilità di trovare partecipanti e date valore a quello che fate.
  • Script – Come interagite con i partecipanti al test? Per capire come condurre un test di usabilità, bisogna essere preparati. Non potete andare a braccio. Tutto dipende sempre dal livello di completezza del prototipo.

    Iniziate a fare una lista di azioni che gli utenti possono svolgere nel vostro sito o nella vostra app, poi sviluppate delle task. Ad esempio, se volete testare il processo d’acquisto in un e-commerce, alcune delle attività da tenere a mente sono: selezione del prodotto, aggiungere al carrello, selezionare l’indirizzo di consegna, ecc.
  • Raccolta feedback – la conduzione del test di usabilità è difficile. Si devono raccogliere i feedback dei partecipanti, senza interrompere i loro processi mentali.

    Generalmente, dovreste registrare audio e video della sessione e avere uno o più partner in una sala di osservazione preposta.

Le 6 fasi di un Usability test

Se pensate di iniziare a bombardare il soggetto di domande, siete fuori strada. Per effettuare un Usability test bisogna introdurre il partecipante gradualmente. Procediamo per gradi:

  1. Benvenuto – saluta il soggetto e presenta l’attività. Specifica che non sarà la persona ad essere testata, ma il sito web/app. Deve capire che non c’è una risposta sbagliata. Fondamentale far firmare la liberatoria per il consenso alla registrazione audio e video.
  2. Domande introduttive – per mettere il soggetto a suo agio, procedi con qualche domanda personale. Ricordati di chiedere il livello di conoscenza che ha del computer e del web.
  3. Tour home page – Apri il sito/app che devi testare, chiedi al soggetto le sue opinioni al riguardo: di cosa parla il sito? Così capirai se l’home page è chiara e se conosce l’ambito.
  4. Compiti – Chi conduce il test pone diversi compiti al soggetto. Per comprendere le scelte e i pensieri del partecipante, si deve applicare il Think aloud protocol (lo abbiamo visto prima).

    Quando l’utente smette di pensare ad alta voce, chiedete di continuare a farlo, sempre in modo garbato. Non è facile pensare ad alta voce, visto che non lo facciamo spesso.

    La persona che facilita deve rimanere imparziale. Non si  deve intervenire nello svolgimento delle attività, anche quando è il soggetto a chiederlo. Eccezione: quando si riscontrano difficoltà, occorre fornire un indizio per sbloccare.
  5. Domande conclusive – alla fine delle attività si possono porre altre domande al soggetto, chiedendo alcuni chiarimenti sulle sue azioni. La seconda figura addetta alla ricerca (nella sala d’osservazione), avendo come unico compito osservare, avrà più facilità nel trovare domande.
  6. Ringraziamenti– come ultima cosa, salutiamo il soggetto e lo ringraziamo per l’aiuto. Se concordato, paghiamo per il supporto che ci ha fornito.

Fine! Tempo complessivo per il test di usabilità 1 ora. Ricordatevi di rispettare i tempi, anche se avete altre domande.

Quanti test bisogna fare e quando?

La risposta a questa domanda è il più possibile e sempre!

Iniziamo a sviscerare il quando: qual è il momento giusto per effettuare un Usability test? Ogni momento è quello giusto. Prima si inizia a testare, prima si capiscono gli errori e, di conseguenza, le aree in cui bisogna migliorare.

Dipende sempre dal tempo che si ha a disposizione, ma l’ideale sarebbe quello di fissare delle giornate mensilmente preposte per condurre test di usabilità. Fissate le date con largo anticipo e fissatele con tutti i reparti (l’usabilità non riguarda solo il design).

Per quando riguarda il numero, la verità è che non c’è un numero magico, preciso di test da effettuare, dipende dalla fase di progettazione in cui ci si trova, senza dimenticarci poi del budget, che molto spesso è nostro nemico.

Le norme di buona condotta, però, dicono:

  • ormai è essenziale eseguire un test di usabilità per la vita di un prodotto
  • fare anche solo un unico test con una sola persona è sempre meglio che non farne nessuno
  • meglio fare test all’inizio della progettazione che alla fine, per evitare un ingente danno economico

Per approfondire

I test di usabilità sono una parte essenziale della User Experience. Ci servono per capire se stiamo procedendo sulla strada giusta, se stiamo andando incontro ai bisogni degli utenti. È un argomento importante e da non sottovalutare.

Per poter approfondire l’argomento ed entrare ancora di più nello specifico, eccovi alcuni riferimenti digitali o cartacei

Rocket Surgery made easy di Steve Krug (libro) – Krug è uno dei massimi esperti in questo campo. Oltre a parlare di tutto quello presente nell’articolo, con parole semplice e leggere fa capire l’importanza dei test di usabilità e come si possono condurre nel modo appropriato. Tra le altre cose, sul sito web dedicato è possibile scaricare alcuni contenuti che dovreste avere, come l’Usability test script, l’Usability test checklist o “Think a therapist would say”, ovvero una lista di frasi che chi facilita può utilizzare per sbloccare il soggetto nei compiti.

Nielsen Norman Group (sito web) Costituita da Jakob Nielsen e Don Norman, la Nielsen Norman Group è un’azienda di consulenza informatica. Nello specifico si occupa di User Experience Design. Sul loro sito è possibile reperire tantissimi articoli per migliorare e studiare ancora più in profondità l’Usability test: dal Mobile Usability Testing, al Site Usability Testing.

User eXperience Design di Debora Bottà (libro) – Se volete approfondire anche altri aspetti legati allaUser Experience, e magari in lingua italiana, potrebbe fare al caso vostro questo libro della Bottà. L’autrice accompagna mano per mano nel fantastico e magico processo della progettazione (il capitolo 11 è dedicato totalmente ai test).

Usability Testing Night

Se avete intenzione di approfondire ancora di più l’argomento legato alla fase dello Usability testing, magari passando dalla teoria a qualcosa di pratico, la Usability Testing Night è quello che cercate.

Il coinvolgimento diretto è imprescindibile dalla buona formazione e con il meetup Usability Testing Night avete la possibilità di imparare sul campo. L’obiettivo del meetup è quello di diffondere la cultura e le pratiche dello Human-centered design, focalizzandosi sull’importanza dei test di usabilità per arrivare a sviluppare un progetto adeguatamente.

Durante il corso metterete in pratica tutto quello che avete già letto nell’articolo:

  • individuare gli obiettivi
  • definire i task
  • redigerete uno script
  • osservare come condurre i test di usabilità (la conduzione avverrà applicando il “Think aloud protocol”)

Sarete parte integrante dei test, li osserverete, li vivrete. La Usability Testing Night non è un evento dedicato solo alle figure del settore come UX Designer, Developer, Project Manager e Startupper, ma è dedicato anche a chiunque abbia voglia di testare il proprio prodotto digitale. Acquisirete, infatti, sia le conoscenze basi, sia quelle più avanzate.

Conclusioni

Eseguire test di usabilità è un’attività impegnativa, ma porta con sé molti benefici. Alla base c’è sempre la voglia di migliorare e ottimizzare il proprio prodotto digitale. Ci vuole uno sforzo continuo per fare un bel lavoro, non basta un test una tantum (anche se è meglio 1 di 0).

Per finire, possiamo riassumere l’importanza dei test di usabilità in tre punti. Condurre Usability Test permette di:

  • verificare i progressi del lavoro
  • empatizzare con gli utenti
  • identificare problemi di usabilità

e naturalmente raccogliere dati per migliorare il progetto.

Scritto da:

Lorenzo Maria Lucenti

Giornalista, laureando in Marketing & Digital Communication. Ha molti interessi: dal Design al fumetto, dai libri gialli agli eSport. Dopo aver letto "La caffettiera da masochista" di Norman, si è innamorato dell'UX Design.

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