03/03/2015

Italiani.Digital e Digital Champions.it: e allora … ambo!

Carlo Frinolli

Carlo Frinolli

Ci sono molti modi per realizzare un progetto con poco tempo.

Giusto un mese fa il web si è inondato di (infinite) critiche, (tanti) commenti e (pochi) suggerimenti su un’iniziativa digitale che sarebbe dovuta essere il biglietto da visita italiano per l’imminente EXPO2015.

La risposta del committente a queste reazioni non è stata conciliante, e non ha dato l’impressione di accogliere i pur pochi suggerimenti arrivati.

Ci sono molti modi per realizzare un progetto con poco tempo.

Giusto un mese fa il web si è inondato di (infinite) critiche, (tanti) commenti e (pochi) suggerimenti su un’iniziativa digitale che sarebbe dovuta essere il biglietto da visita italiano per l’imminente EXPO2015.

La risposta del committente a queste reazioni non è stata conciliante, e non ha dato l’impressione di accogliere i pur pochi suggerimenti arrivati.

E giusto un mese fa noi di nois3 abbiamo contribuito al lancio di una novità targata Digital Champions, scegliendo un profilo basso, collaborativo, iterativo, in perenne “ascolto”.

Nel giro di un mese abbiamo infatti rilasciato prima , una piattaforma di domande e risposte che soddisfa un principio che ripeto spesso: non esistono domande stupide. È arrivata, poi, la versione editoriale di DigitalChampions.it, rivisto e curato non solo nel contenuto, che vuole raccontare gli sforzi di chi su base volontaria sta cercando di portare la cultura del digitale in Italia, ma anche (e soprattutto per nois3 :P) un nuovo design nel nostro stile.

Non è mai troppo (digitalmente) tardi

Questo paese nel secondo dopoguerra era devastato anche dall’analfabetismo e da un bassissimo tasso di scolarizzazione, ed ha vissuto la diffusione di massa della lingua italiana con la trasmissione TV del Maestro Manzi “Non è mai troppo tardi” negli anni ’60.

Cosa c’entra con Italiani.Digital?

info58perc

Il 58% degli italiani accede regolarmente a Internet senza aver ricevuto una vera educazione sul mezzo. Molti di noi hanno dovuto imparare sul campo, sbagliando, il significato di molti termini. Approfondire poi certi argomenti passava per la frequentazione di comunità estremamente aperte a parole ed altrettanto elitarie nei fatti, respingendo i più deboli di stomaco.

E allora … ambo!

Un progetto come Italiani.Digital che si pone l’obiettivo di insegnare condividendo una cultura digitale costruita faticosamente negli anni da una minoranza di persone, non potrà che avere il mio personale appoggio. Non un manipolo di maestrini dalla penna rossa che bastonano le persone quando la domanda è troppo scema o un progetto appare fallimentare. Si tratta, piuttosto, di persone disponibili a darsi da fare e ascoltare, suggerendo soluzioni piuttosto che lanciare Napalm a caso.

infografica_italianidigital

E chiaramente queste persone sono determinate a diffondere la cultura della collaborazione, e del digitale tra tutte le generazioni e i settori: dalla scuola alla pubblica amministrazione.

Digital Champions, poi, rende testimonianza di tutte le attività che i volontari nominati da Riccardo Luna stanno portando avanti con volontà e determinazione. Con le storie dal territorio, i maggiori successi, i più fragorosi fallimenti e le lezioni imparate per tutti per un obiettivo solo: fare meglio.

Una piccola disamina di processo.

italianidigital

 

Minimum Viable Product – più o meno

Abbiamo ricevuto l’incarico come nois3, rigorosamente senza finanziamento pubblico, attorno al 9 gennaio scorso.

La prima versione di sola consultazione di Italiani.Digital è andata in produzione il 21 gennaio.

Non era perfetta, non era finita, forse non era pronta. Ma aveva una caratteristica particolare: era il minimo prodotto possibile da mettere online (certo ovviamente era responsive già, ma questo noi lo diamo per scontato nel 2015).

Quindi lo possiamo ammettere: Italiani.Digital non è una piattaforma completa. Qualcuno potrà pensare che sia un difetto, ma a ben vedere secondo me non lo è.

Averla messa online prima che chiunque potesse fare delle domande ci ha messo in condizione di ricevere feedback, sistemare alcune imperfezioni e migliorarne prestazioni e stabilità. Un prodotto Web testato in laboratorio, dalle persone che l’hanno progettato, disegnato e sviluppato, non è un prodotto necessariamente pronto al pubblico ludibrio. Gli utenti, le persone devono usarlo fino magari a romperlo.

Italiani.Digital è quindi una piattaforma perfettibile, come tutti gli artefatti.

La funzionalità più importante del sito, quella per cui un cittadino può fare domande e far partire un processo di lavoro completo aveva bisogno di un minimo di tempo in più per essere sviluppata. Siamo stati tutti d’accordo nel pensare che il sito venisse pubblicato subito con alcune domande e risposte che nel tempo erano state poste e le cui risposte erano pronte, invece di aspettare che il plugin sviluppato fosse finito e testato.

Apparentemente più semplice, invece, la realizzazione di DigitalChampions.it. Ma appunto, l’apparenza inganna.
L’abbiamo ricostruito assieme al team di sviluppo basandolo su una versione molto più flessibile e allo stesso tempo strutturata di WordPress.

 

dc

 

WordPress in salsa Bedrock, per ora.

Vi ho già promesso che scriverò un post ad hoc per questo, ma alcune chicche ve le anticipo: quante volte, usando WordPress avete desiderato avere un file che contenesse i plugin che usate, la possibilità di riprodurre ambienti di sviluppo, staging e produzione, e poter deployare anche un produzione senza recare praticamente nessun disservizio?

Ecco Bedrock fa questo, assieme a Composer, e Capistrano.

Questa “operazione” ci ha consentito di fare alcune cose. Ad esempio di deployare, nei giorni in cui Italiani.DigitalDigitalChampions.it andavano online, qualcosa come 100 volte per sistemare piccole incongruenze o segnalazioni di funzionamenti non ottimali.

Il risultato di questo, e anche del nostro approccio al Web Design, è che DigitalChampions.it su Google Pagespeed Insights ha conseguito un risultato di 97/100 su Mobile e 98/100 su Desktop – ci teniamo a dire che i punti che mancano sono imputabili a Google stesso.

 

 

Noi siamo nois3: rumore. Spesso siamo rumorosi, anche quando lavoriamo. Ma quando c’è da metter la testa china e lavorare in gruppo siamo un’orchestra. Ed escono sinfonie.

Insomma quando facciamo le cose, le facciamo sul serio.
Mettendoci il cuore, sul serio.


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