tempo libero
08/05/2014

Social (menti) e i suoi deviati (pt.3)

Linamaria Palumbo

Linamaria Palumbo

Continuando a raccogliere considerazioni, vagando sui social e ragionando su come siano cambiate molte delle abitudini comunicative e comportamentali di chi, come me, fa parte degli oltre 1,29 miliardi di utenti frequentatori del web e soprattutto dei social, mi vengono in mente altre elucubrazioni.

Continuando a raccogliere considerazioni, vagando sui social e ragionando su come siano cambiate molte delle abitudini comunicative e comportamentali di chi, come me, fa parte degli oltre 1,29 miliardi di utenti frequentatori del web e soprattutto dei social, mi vengono in mente altre elucubrazioni.

Esiste gente che mi fa sorridere quando, con finta ingenuità, asserisce: “i social sono solo un gioco, niente ha a che fare con la vita reale, tutto ciò che succede e che si dice non ha carattere di realtà”…si certo.
Sarebbe perfetto, se solo fosse vero, ma purtroppo molte cose mi lasciano credere il contrario.

Quella di prendersi sul serio è una caratteristica umana che, se ce l’hai, te la porti dietro come un tatuaggio, in qualsiasi cosa e contesto.

Se non fosse così non avrebbero ragione d’esistere le polemiche, per esempio, di tribuna politica.
Gente che, postando delle considerazioni a carattere politico contro un certo partito, si è vista segnalare ai vertici di Facebook. Per chi non lo sapesse la segnalazione è una specie di querela effettuata da utenti che ravvisano offesa in un determinato post o contenuto. Robe da mondo reale, insomma!
Oppure capita anche di incappare in situazioni del tipo “Foto nude su Facebook, uccide amica a coltellate” , ok com’era? “i social sono solo un gioco” ?

Portando all’estremo il ragionamento, arrivo con poco a guadagnarmi la fulminazione oculare di certa gente che non riesce proprio ad ammettere il fatto che, uno dei motori propulsivi di parte del successo dei social sia anche la cara vecchia Pulsione Scopica.
Come già avviene per il cinema e la tv, anche l’innovativo medium del social sfrutta a suo favore quella passione nota ai più come voyeurismo.
Ma conosciamo tutti la difficoltà dell’accettare la regola del guardare e non toccare e grazie a questo sentimento condiviso legato alla difficoltà di accettazione, i mezzi che via via l’uomo s’è inventato, hanno tutti lavorato nella direzione di rendere più accettabile la convivenza con tale difficoltà. Consegnando nelle mani di un pubblico pagante dei prodotti che potessero essere più vividi e vicini alla realtà facendo l’occhiolino ai piaceri su più fronti possibili.
Il cinema stesso e la sua invenzione è un esempio lampante.

Davvero credete alla storia che il cinema si sia sviluppato e sia diventato quello che è, partendo da una proiezione sull’arrivo di un treno alla stazione di Ciotat?
Molto romantica come immagine, ma i fatti spesso sono un pizzico più crudi.
Anni prima della sala cinematografica dei Lumiere, a Pittsburg in Pennsylvania spopolavano tra i dopo lavori degli operai i  Nickelodeon, domanda da un milione di dollari: secondo voi, cosa andava a vedere il pubblico di allora?
Al costo di un nichelino, inserito in una fessura come se fosse un binocolo panoramico, si potevano ammirare dei filmatini dove le donnine eseguivano un piccolo streap-tease di pochi minuti.

Evoluto il mezzo, evoluti i fruitori!

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